La favola sutrina in una foto?

Sutri, la cattedrale le nuvole e il tufo.

Questa foto  non è eccelsa ma è comunque evocativa. La strada con edifici che sembrano vecchie case del tempo che fu, il manto stradale che sembra battuto appena da carretti, in alto la cattedrale, e poi questo meraviglioso cielo primaverile, carico di energia e pronto sia a scoppiare in pioggia che ad aprirsi per una giornata assolata. È tutto perfetto per un inizio di una meravigliosa storia, una favola, la favola della perla della Tuscia, Sutri. Alcuni vogliono che Sutri diventi la capitale della Tuscia. A me basta che sia bella e felice.

San Francesco da Paola

Oggi 2 aprile si festeggia San Francesco da Paola. Il Santo calabrese del Quattrocento è presente a Sutri in un’opera d’arte, una tela sacra presente per il momento nel museo del Patrimonium. Altra figura importante perche rimanda al pellegrinaggio e Sutri è da millenni (non di Dimaiana memoria) terra di pellegrinaggio, di passaggio di penitenti e soldati, re e papi, imperatori e artisti.

Anfiteatro di Sutri _ particolare

Anfiteatro di Sutri particolare

La bellezza dell’anfiteatro romano di Sutri in un giorno di pioggia. Come amante dell’antichissima città di Sutri vado sempre in cerca di angoli, scorci, non solo particolari, inusuali, ma anche pieni di senso. Angoli da cui si possa capire un monumento, una tradizione, una storia. Da questo angolo di Villa Savorelli si può guardare il monumento scavato nel tufo e leggere perfettamente i tagli dei gradoni, dell’ambulacro, dei vomitoria. Tutta l’architettura è ben comprensibile in questo particolare. E se vuoi saperne di più vieni con me!

Primavera

Sutri, borgo e colle Savorelli visti dalla via Francigena

Questi giorni regalano immagini meravigliose. Ovviamente il miglioro modo di gustarle è venire in terra di Tuscia, venire a Sutri, godere dell’aria fresca, del risveglio della natura . Venite, accorrete! E magari ci prendiamo in caffè!

Due parole su…

 

Due parole sul luogo che vedete in foto. La torre degli Arragiati (sugli altri nomi andate a vedere gli altri miei post o visitate la mia pagina facebook), accanto al complesso monastico di S. Stefano.

Sul colle là dietro probabilmente c’era il famoso castello che Liutprando aveva donato nel 728 al papa Gregorio II. Sulla donazione di Sutri (o meglio restituzione) sin da bambini ne siamo a conoscenza perché in tutti i sussidiari si parla di Sutri come primo territorio del potere temporale della Chiesa. La storia è piu complessa (ed evviva la complessità, abbasso il semplicistico, ed evviva le guide come me che ve la spiegano) ma vi dà comunque contezza dell’importanza storica di questo atto e della mia città.

Cartolina di Villa Savorelli

Villa Savorelli, a Sutri (VT)

La villa è una bellissima proprietà comunale appartenuta durante i secoli agli Orecchi, agli Altoviti, ai Muti Papazzurri, ai Savorelli, alla famiglia Staderini. Ammappa, direbbe mia zia. Al  suo interno un palazzo, un giardino all’italiana, una chiesa medievale, completamente ridisegnata nel Settecento, il cosiddetto castello di Carlo Magno, il bosco sacro, il percorso del sentiero natura e un bellissimo affaccio sull’Anfiteatro.

Non siate oziosi, andatela a visitare. Anzi, chiamatemi che c’è la faccio vivere come nessuno al mondo (l’ho detto che sono una persona modesta?).

Castel d’Asso

Necropoli etrusca di Castel d’Asso

In un giorno libero (si può dire libera una giornata di uffici e documenti e fotocopie?) Viterbo mi offriva varie opzioni per occupare un paio d’ore. Per un po’ di relax le scelte sono varie e tutte belle. Feci decidere alla sorte (quando dico la sorte intendo lo smartphone e quando dico decidere intendo che sbagliai a scrivere una parola e mi è uscita Asso).

L’antica Axia, immersa in una natura florida. Non ho mai lavorato a Castel d’Asso. Purtroppo. È il perfetto mix di visita di conoscenza e passeggiata nella natura che offre un rilassamento psicofisico.

Arrivarci non è difficile, ma in realtr neanche tanto facile. Si trova a Viterbo a pochi chilometri dal centro. Per una giornata perfetta direi che potete abbinare la visita a un rilassante bagno alle terme (si trovano a tre chilometri da li). Purtroppo quando arrivate alla necropoli i cartelli informativi sono  vecchi e illeggibili (spero che presto sistemi i pannelli, è un peccato).

Il sito è pulito, più pulito rispetto a tanti altri siti e necropoli della provincia.

Le tagliate, le tombe che si aprono a destra e sinistra della passeggiata, le porte a Tutto, le porte dell’aldilà scavate sul costone tufaceo, la natura che sembra fare un accompagnamento musicale a una sinfonia etrusca.

In una sottofacciata incontro un gatto che sembra visitare la tomba e controllare che tytto sia ouoito. Sono sempre più convinto che la Soprintendenza abbia assunto centinaia di gatti per proteggere i siti.

Castel d’Asso

Museo civico di Viterbo

[photo gallery in fondo]

Per anni, quando ero un semplice liceale, Piazza Crispi era semplicemente la fermata del Cotral quando facevamo sega da scuola. “Fermiamoci a Porta della Verità!”.

E non facevo mai caso alla chiesa che c’è in quella piazza.

E lì invece abbiamo una chiesa affascinante, con un affresco fondamentale per la storia Viterbese, la cappella Mazzatosta dipinta da Lorenzo da Viterbo. Ma accanto abbiamo anche un museo diviso in tre piani che preserva alcune perle storiche. Alcune conservano il cuore Viterbese, come il sarcofago della Bella Galiana, la cui copia fa bella mostra sulla facciata della chiesa di Sant’Angelo in Spatha.

Ma scorriamo velocemente il museo: al pianterreno abbiamo il meraviglioso chiostro medievale che ospita sarcofagi etruschi e romani. Poi in una sala scopriamo vasi, balsamari, coppe di varia fattura ed epoca. Ancora sarcofagi (bella Galiana), un misterioso coperchio di un sarcofago lunghissimo (non si sa il perché di quella forma), e i falsi cimeli di Annio da Viterbo. Al primo e al secondo piano abbiamo dipinti che ci raccontano la storia della pittura Viterbese dal medioevo in poi, opere provenienti dalle chiese cittadine e non. Abbiamo due meravigliosi, immensi, dipinti di Sebastiano del Piombo, il mio amato Sano di Pietro, Antoniazzo Romano, il Pastura, il Balletta e via andare.  Nel secondo piano oltre alla sala adibita a pinacoteca abbiamo anche esposizioni sulla macchina di santa Rosa, disegni su Santa Rosa, una sala dedicata alla ceramica da farmacia proveniente dal vecchio ospedale grande di Viterbo.

Insomma, come avete capito tanta storia di Viterbo e tante opere da apprezzare. E allora? Allora su, quando andate a Viterbo fermatevi a Piazza Crispi! (Magari nelle vicinanze, lì il parcheggio non si trova facilmente).

Cartolina di Viterbo? Eccola

Piazza San Lorenzo, cattedrale,Viterbo

Chiesa bella cartolina, vero? La cattedrale di San Lorenzo, il grigio del peperino everywhere spezzato dalla bicromia della torre campanaria e da un cielo blu fantastico.

Volete visitare Viterbo e passeggiare insieme a me sotto questo cielo blu? Chiamatemi!