Santuario della Madonna della Quercia

Per chi passasse per Viterbo e avesse un’oretta libera, la visita del santuario della Madonna della Quercia può essere un’occasione per avvicinarci alla storia del viterbese, alla fede e all’arte.

Il santuario nasce grazie ad una tegola dipinta dal pittore Monetto per un tale Juzzante, nei primi anni del 1400, che la appese su un albero, più precisamente su una quercia, per proteggere il terreno da furti o intemperie.. Questa immagine secondo le cronache fu l’origine di alcuni miracoli. Tradizione vuole che fu proprio grazie a questa immagine sacra che la peste che affliggeva Viterbo nel 1467 terminò. E proprio sul luogo nel quale questa tegola era stata posta venne edificato il santuario. Se andate al Palazzo dei Priori di Viterbo troverete nel piano nobile una saletta interamente dedicata alla genesi del santuario con meravigliosi affreschi.

Quando venite da Viterbo vi trovate di fronte la facciata in bugnato con il campanile separato. I tre portali terminano con delle lunette di Andrea della Robbia. L’interno a tre navate è stato progetto dal Sangallo e il soffitto a cassettoni in oro fu voluto da Paolo III Farnese, il papa che fece fece rifare la strada che da Viterbo porta a La Quercia. Oltre al soffitto in oro colpisce il rosone in vetro sopra il portale centrale oppure le altre finestre decorate della chiesa (in foto alcuni dettagli). Ma anche gli affreschi delle varie cappelle. Sicuramente però è centrale la tegola medievale che è custodita nei pressi dell’altare in una edicola opera di Andrea Bregno. Nel vicino convento sono presenti due chiostri, uno dei quali è attribuito al Bramante.